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Il Museo Archeologico Nazionale di Olbia si trova sull’Isola Peddone, proprio di fronte all’attuale porto, che già in passato costituiva una parte dell’antico scalo.

Un luogo rappresentativo non solo per ciò che il museo ospita al suo interno, ma anche per come è stato pensato dall’architetto olbiese Giovanni Maiocco che ne ha curato il progetto.

 

L’edificio, che dà l’idea di una nave ormeggiata in porto per molti particolari come le finestre circolari e le passerelle sospese, offre un panorama diverso e allo stesso tempo particolare della città, del porto e dell’omonimo golfo.

La sua collocazione è stata scelta in modo strategico in base a due punti di vista fondamentali: da un lato la posizione facilmente raggiungibile da un gran numero di visitatori e dall’altro l’attinenza al luogo di una gran parte dei reperti visibili al suo interno, strettamente legati al mare, come: relitti, alberi e timoni di navi antichissime.

 

L’allestimento interno del museo rispecchia il rigore e la semplicità degli esterni, per dare maggiore risalto a tutta l’esposizione, con una serie di accorgimenti tecnici e didattici che lo rendono moderno e interattivo. Ci sono grandi plastici che rappresentano la ricostruzione della città e del porto nel periodo romano, due ricostruzioni di sezioni di navi romane comprensive di dotazione di bordo e di carico a corredo dei relitti, pannelli sospesi con immagini di navi romane in 3D e un sistema video audio che proietta a 180° la  rievocazione dell’attacco dei Vandali alla città romana. 

Il percorso si apre al piano terra con l’esposizione dei numerosi relitti romani e medievali, riportati alla luce dallo scavo per la costruzione dell’attuale tunnel che costeggia il porto e che corrisponde all’antico approdo, e prosegue al primo piano con la mostra dedicata alla storia della città e del territorio dalle origini al XX secolo.